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Basilica di San Giuseppe Artigiano

La Basilica di San Giuseppe Artigiano (precedentemente denominata San Biagio ad Amiternum) si trova nella parte più antica del capoluogo abruzzese, all’interno del quarto di San Pietro, in una zona di origine duecentesca il cui assetto urbanistico, risalente al XIII e al XIV secolo, è rimasto pressoché inalterato fino ai giorni nostri. La struttura, collegata nel corpo centrale all’Oratorio di San Giuseppe dei Minimi, si trova a poca distanza dal Duomo dell’Aquila.

Dopo un lungo periodo di decadenza e di abbandono la Basilica fu utilizzata come dormitorio dai soldati durante la Prima Guerra Mondiale, mentre nella seconda metà del Novecento divenne addirittura sede (laica) di mostre e mercati.

L’edificio ha un impianto basilicale a tre navate, concluse ciascuna da un’abside, attraversate da un transetto poco pronunciato e non sporgente. Le navate laterali sono coperte da cupolette realizzate in mattoni pieni, mentre le absidi laterali sono coperte con volte a botte reali. La navata centrale, invece, presenta una volta a botte lunettata in camorcanna, che diventa una cupola ribassata all’incrocio tra navata e transetto, prima di riprendere al di sopra del presbiterio, sino all’abside. Al suo interno la Chiesa custodisce un monumento simbolo per la città de L’Aquila, miracolosamente risparmiato dalla furia dell’ultimo terremoto: si tratta della stele funeraria, in stile gotico, di Lalle (Ludovico) Camponeschi, che nel XV secolo spinse la comunità civile e religiosa a ricostruire la città devastata dal sisma e per questa ragione è considerato uno dei suoi fondatori.

Il terremoto del 6 aprile 2009 ha prodotto una serie di danni molto rilevanti. Il secondo ordine della facciata principale è collassato; il coro ligneo è caduto; la copertura interna della navata principale ha subìto il crollo della porzione adiacente la facciata; le volte delle navate laterali, in laterizi e malta, sono state lesionate; alcuni dissesti hanno colpito i pilastri; la muratura è stata danneggiata.

La Chiesa è stata adottata dalla Fondazione Roma, che ha offerto un contributo di 2,9 milioni di euro per il suo recupero completo; all’inizio del 2011 è stato avviato l’intervento architettonico vero e proprio sul monumento danneggiato, e dopo soli diciotto mesi di lavori di consolidamento strutturale e restauro, il 22 luglio 2012, la Chiesa è stata restituita alla comunità aquilana, riconsacrata con il titolo di San Giuseppe Artigiano e riaperta al culto.

Nel corso dei profondi e delicati lavori di restauro, non sono mancate piacevoli sorprese: a fianco dell’abside maggiore, durante l’intervento sugli intonaci, è stato rinvenuto un pregevole affresco, con buona probabilità contemporaneo alla ricostruzione della chiesa che seguì il sisma del 1349, mentre durante le operazioni di smontaggio della copertura della navata laterale destra, è stato ritrovato un secondo affresco, che rappresenta il Cristo Pantocratore. Inoltre, le economie realizzate rispetto alle previsioni iniziali, hanno permesso di realizzare interventi ulteriori, come la riqualificazione dello spazio liturgico e la decorazione della chiesa, il nuovo organo a canne, i lavori per l’altare maggiore, l’ambone e la sede del celebrante, il restauro delle panche danneggiate e l’integrazione delle mancanti, l’acquisizione di arredi liturgici e di nuove opere d’arte.

SCHEDA TECNICA DEL LUOGO

Proprietà

Parrocchia Universitaria della Curia Arcivescovile dell’Aquila

Finanziamento

Donazione della Fondazione Roma € 2.900.000,00

Avvio del restauro

Gennaio 2012

Inaugurazione

8 luglio 2013

Restauro

Restauro condotto dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Abruzzo (ora Segretariato regionale MiBAC per l’Abruzzo)

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