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Santuario della Madonna d’Appari

Il Santuario della Madonna d’Appari è costruito tra le rocce e il torrente Raiale tra il XIII e il XIV sec. Secondo la tradizione qui la Madonna apparve ad una pastorella. Il Santuario si trova a un paio di km da Paganica, sulla strada che va versoio Gran Sasso, incassato tra le pareti rocciose e boscose della valle, il santuario sorge a ridosso del torrrente Raiale. L’edificio essendo inserito nella stretta fascia compresa fra il torrente e la vicina parete rocciosa (su cui è allestita una palestra da arrampicata) si sviluppa prevalentemente in lunghezza ed in altezza. L’edificio, in solidi conci di pietra e parzialmente infitto nel vivo della roccia, risale  al XIV ed il XV secolo. All’interno dell’edificio è presente il quadro realizzato da Pompeo Mausonio ed intitolato Madonna del Santissimo Rosario con i quindici misteri (1596). La facciata, rettangolare, presenta una forma molto slanciata, grazie anche alla presenza di un alto campanile a vela, nel quale si aprono tre fornici. Il portale è molto semplice con unici elementi decorativi l’affresco della lunetta ed una piccola finestra circolare. L’interno c’è una unica navata ripartita da due archi; nella parete di fondo, sul lato destro, si apre un ingresso secondario anch’esso con lunetta affrescata. La zona presbiteriale segue la parete rocciosa risultando perciò di forma irregolare e completamente decentrata rispetto all’aula. Quest’ultima zona, identificata come la parte più antica del romitorio, presenta, a destra dell’altare, una piccola nicchia con l’affresco della Pietà, databile al XV secolo. Le pareti del presbiterio e di gran parte dell’aula sono affrescate con opere databili al XVI-XVII secolo, all’interno delle quali sono rappresentati episodi della vita di Gesù. Alle spalle dell’altare c’è una piccola sagrestia, anch’essa appoggiata alla roccia, collegata da una stretta scala ad un piccolo ambiente eremitico situato al piano superiore. Faceva parte dell’arredo del santuario una tempera su tavola della seconda metà del XIV secolo raffigurante la Madonna in trono, attribuita ad Andrea Delitio. A Natale, nello scenario di questo pendio viene posto un s suggestivo Presepe che di notte illumina tutto intorno.

Gli affreschi completamente restaurati prima del 2000, dopo il sisma sono stati messi in sicurezza con un provvidenziale intervento recuperando frammenti caduti a terra e velinando porzioni pericolanti. La generosa sponsorizzazione della banca di Credito Cooperativo di Anagni ha consentito di sanare a fondo i distacchi presenti un po’ ovunque con una puntuale opera di consolidamento; sono stati altresì trattati i frammenti caduti e ricollocati ed è stata effettuata un’attenta revisione estetica del testo pittorico. Uno sguardo particolarmente attento ha riguardato i problemi conservativi degli affreschi legati all’ubicazione stessa del santuario, incastonato nella roccia.

Da rilevare la partecipazione fattiva dei membri del Comitato della Madonna d’Appari che si sono spesi a vario titolo per portare il loro contributo. Parte del finanziamento è stato altresì utilizzato per una straordinaria manutenzione dell’organo storico, anch’esso già restaurato, che è complemento indispensabile delle celebrazioni liturgiche.

SCHEDA TECNICA DEL LUOGO

Finanziamento

Donazione della Banca di credito Cooperativo di Anagni per un importo di €130,000,00 e progetto “Una Chiesa per Natale”, curato dalla Struttura del Vice Commissario per la tutela dei Beni culturali, con un importo di € 52.000,00

Avvio del restauro

agosto 2010

Inaugurazione

Ottobre 2011

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