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Palazzo LUCENTINI-BONANNI

Il palazzo è talvolta citato semplicemente come Palazzo Bonanni — da non confondere con l’omonimo edificio sito su corso Vittorio Emanuele II, oggi noto come Palazzo Cipolloni Cannella – più raramente come Palazzo Lucentini, è stato una storica residenza della famiglia Lucentini ed è riconducibile agli ultimi anni del XVI secolo (la data di completamento viene tradizionalmente riferita al 1588), anche se il palazzo fu largamente rimaneggiato successivamente al terremoto del 1703. Si affaccia su piazza Regina Margherita, l’ultimo tratto di corso Vittorio Emanuele prima di accedere a piazza Battaglione degli Alpini (o Fontana Luminosa) e via del Gatto.

Fu dapprima residenza dei Pietrucci e infine, nel XIX secolo fu proprietà dei Bonanni, baroni di Ocre, che cedettero contestualmente la loro residenza precedente, posta più a valle, su corso Vittorio Emanuele II, alla famiglia Cipolloni Cannella.

Nel 1933, in occasione delle trasformazioni urbane dell’area dell’ingresso nord alla Città, già iniziate nel 1927, il palazzo venne privato di una cospicua ala posta verso l’attuale Corso Vittorio Emanuele.

Lesionato nuovamente dal sisma del 2009, l’edificio è stato sottoposto a restauro a partire dal 2012 e riaperto al pubblico per la prima volta nel 2015, in occasione dell’Adunata nazionale degli alpini. L’edificio, d’architettura rinascimentale, si presenta su tre livelli con pesanti contrafforti; sull’angolo tra il corso e la piazza è installato lo stemma della famiglia Bonanni, blasonato come “d’oro al gatto passante di nero con la testa in maestà“. La simbologia del gatto torna anche nella toponomastica della zona; la via posta a nord del palazzo si chiama per l’appunto via del Gatto. Il Palazzo si configura con un impianto a ferro di cavallo ed è dotato di un cortile interno che è uno dei pochissimi, all’Aquila, ad essere porticato su tutti e quattro i lati. Durante i restauri del 2012-2015 sono state rinvenute ulteriori colonne con apparati decorativi di tipo gotico-rinascimentale che erano state inglobate nella muratura nei lavori di rafforzamento della struttura in seguito al terremoto del 1703.

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